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  Orchis    Italica

(Uomo nudo)

In  breve su Mondo, Italia, Regione, Provincia 

Notizie e Commenti   2011

    Indice 2011    Archivio  :  2008    2009   2010 

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Musica: Notturno - Chopin

 

 

                           

28/12   Qual è la filosofia del governo? L'aumento della tassazione sugli immobili e sui capitali del ceto medio fa nascere il dubbio che il governo non voglia tutelare il risparmio che questo ceto riesce ancora a effettuare. La realtà ci mostra che  se si eredita, si acquista o si costruisce un immobile arriva il fisco "predone" e se si investe in borsa, c'è in agguato la speculazione. Sembra che il messaggio che Monti voglia trasmettere sia quello di spendere e non risparmiare perché allo sviluppo penserebbero le imprese. Ma le nostre hanno le stesse capacità delle imprese tedesche che riescono a esportare pur avendo costi più alti? A me pare di no.   Una politica corretta dovrebbe prevedere: un piano di rientro dal debito nazionale e non solo dal deficit; la canalizzazione del risparmio verso le imprese, attraverso una borsa riformata, e verso gli immobili con un fisco più equo; l'alleggerimento fiscale selettivo a favore delle imprese che investono in Italia.   Al contrario, con le decisioni già prese e quelle in progetto da parte del governo, si intravvede il rischio che la speculazione continui ad imperversare,   il ceto medio si impoverisca e le imprese accumulino capitali senza investirli in Italia nello sviluppo: la conclusione paventata sarebbe il fallimento del paese.   Alla base di queste problematiche, c'è l'assenza in Italia di un partito che tuteli il ceto medio, quello della fascia di reddito tra 45 e 75 mila €/a lordi, eppure esso è determinante per una vittoria elettorale. Lo si comprenda almeno nel centrosinistra.
Agg 23/12   Testo approvato della Manovra clicca
20/12 Agg 22/12   Liberalizzazioni: le prioritarie non sono le edicole o l'art 18   Mano mano che la manovra viene approvata, si cominciano ad avvertire gli effetti sui partiti che dovrebbero assicurarne l'equità, per es. l'arretramento dell'1,2% del Pd. I precedenti sondaggi, in verità, lasciavano perplessi.       Con questi dati, è inequivocabilmente chiaro che prima di parlare della modifica dell'art.18 bisogna liberalizzare e quindi rendere realmente concorrenti  assicurazioni e banche, che fanno cartello, farmacie e professioni.   L'orario dei negozi o il numero delle edicole non interessano nessuno perché non portano vantaggi al consumatore e penalizzano le piccole attività.   Anni fa l'Ipercoop di Taranto sperimentò l'orario estivo fino alle 10 di sera: andava pochissima gente.    Prima di parlare dell'art. 18, occorre inoltre tassare i redditi della fascia alta e soprattutto altissima, perseguire gli evasori e i grandi patrimoni mobiliari e immobiliari e regolamentare le attività di borsa. Non serve piangere in televisione o dichiarare, tra l'altro improvvidamente, la propria incapacità, ma è doveroso operare coerentemente con i propri sentimenti.   Se poi uno si sentisse veramente incapace nei confronti dei grandi patrimoni, nessuno lo trattiene. Bisogna infine modificare l'orario del pubblico impiego. Da questi pochi interventi, esposti a mo' di esempio e che avrebbero largo consenso, uscirebbero risorse economiche e  opportunità di lavoro. Intervenire in questa fase recessiva sull'art. 18, non è utile. Quella deve essere l'ultima delle riforme e dovrà ottenere il consenso delle parti sociali.  Agg. 22/12 Il ministro Fornero fa marcia indietro di fronte alla corale opposizione per quanto la proposta non riguarderebbe coloro che attualmente lavorano. Mi meraviglia il silenzio dei blog locali su temi di tale importanza.
20/12 Agg 22/12

 

  Sanità: tagliare il malaffare per salvare il diritto alla cura E' il sottotitolo del volume "Sanità S.p.a." Newton Compton Ed., dove nella quarta di copertina si legge con riferimento al contesto nazionale: "denaro pubblico investito senza controlli fa gola a medici  (non tutti n.d.r.), politici corrotti, industrie farmaceutiche. Ogni euro, che finisce in mazzette, investito in farmaci fotocopia, in appalti mafiosi o sprecato per un ricovero inutile, viene sottratto alla cura di chi è davvero malato". Di mio evidenzio le procedure dispendiose e sconcertanti (*) delle Asl.  In Puglia i pazienti sperimentano i tagli indiscriminati e scriteriati operati dalla giunta regionale, per il cui presidente la priorità è la sistemazione dei precari (cosa peraltro nobile) rispetto al sacrosanto e istituzionale diritto alla salute.        (*) come esempi, potrei illustrare l'interminabile trafila per sostituire un materasso antidecubito a una persona ottantenne allettata e le limitazioni ai presidi terapeutici che, ignorando il concetto di prevenzione delle complicanze, prevedono il taglio dell'essenziale e la conservazione del superfluo.   Agg 22/12 Meraviglia lo scarso interesse dei politici locali su certe problematiche.  Esse sono molto più sentite dalla pubblica opinione rispetto, per es., a eventuali irregolarità nelle determine.
17/12   La critica strumentale e la critica presuntuosa  Quando si fanno delle osservazioni all'operato di un altro bisognerebbe avere in mente una fattibile alternativa. Capita invece che alcuni muovano delle osservazioni, consapevoli di non avere soluzioni diverse, unicamente per polemica personale o politica; altri credono semplicemente di essere più bravi e il problema delle soluzioni alternative non se lo pongano per il presente e lo rinviino al futuro. Non so di queste due categorie quale sia la peggiore, ma sta di fatto che nella cronaca locale e nazionale episodi a supporto di questa tesi ce ne siano proprio tanti.
16/12   Masaniello, Penelope, lo Smemorato  e i Conservatori    Mentre Monti cerca di rimettere a posto l'economia italiana con dubbi sulla riuscita e  perplessità da parte di tutti (me compreso), Berlusconi scuce la tela come Penelope nel senso che prospetta il ritorno alla demagogia (come l'eliminazione dell'Ici, del superbollo e la riduzione delle tasse); il Pdl tutela le lobby, come farmacisti e professionisti, comportandosi da conservatore e non da liberale come proclama; Di Pietro arringa il popolo come Masaniello senza porsi il problema dell'approvazione in parlamento delle sue proposte; i suoi fan riescono a immaginarlo in Europa a illustrare la sua manovra? Altro che sorrisetti!     Per quanto riguarda Bersani, non ricorda egli come il declino dei consensi verso il governo Prodi iniziò quando prese di petto contemporaneamente tassisti, avvocati e altre categorie coagulandone il dissenso? Gli avvocati arrivarono a sfilare con slogan e ritmi sessantottini.    Immaginate come sarebbe successo adesso con la serrata delle farmacie, lo sciopero dei tassisti e i cortei degli avvocati?    Mettiamoci asetticamente dalla parte di Monti: prima deve chiudere il fronte della manovra e poi girare le sue attenzioni in favore delle liberalizzazioni; naturalmente è opportuno che non cominci dai tassisti e dagli edicolanti; non sarebbe male che pensasse anche a un prestito forzoso ben remunerato per svincolare l'Italia dalla speculazione internazionale sullo spread, come il Giappone.   Infine ricordiamoci che se fallisce la sua manovra è la fine dell'euro e la svalutazione di circa il 40% della nuova lira con il corrispondente crollo del potere di acquisto di stipendi e pensioni e alla fine anche degli introiti dei farmacisti e dei professionisti. Ci pensino i finti liberali e i Masaniello!   Della Lega non parlo. Un amico mi ha detto, in un momento di sconforto, che contro di essa ci vorrebbe l'esercito!
15/12   L'asse franco-tedesco e il governo tecnico italiano   Il primo dimostra tutta la sua incapacità: è un fossile sopravvissuto al gollismo e da esso ha ereditato il nazionalismo; non è in grado di fronteggiare la crisi finanziaria ed economica europea con politiche unitarie fiscali, di sviluppo e di regole per il mercato dei capitali; lo conferma il persistere della speculazione al ribasso nelle borse. L'Europa richiederebbe una gestione collegiale, mentre le nazioni che la compongono si comportano come gli stati italiani pre-unitari con l'unica variante per le prime, rispetto agli anni quaranta del novecento, che non si fanno più la guerra tra loro.       Il governo tecnico italiano mostra i suoi limiti nel patteggiamento con i partiti, arroccati su posizioni opposte, per la necessità di ottenerne il voto in parlamento (*); avrebbe più senso con alle spalle una maggioranza omogenea; dimostra indubbiamente capacità superiori all'asse franco-tedesco, sta fronteggiando l'emergenza italiana, ha sviluppato una prima parte della sua politica, adesso si dedicherà allo sviluppo, ma se la crisi non viene affrontata a livello europeo, i suoi sforzi rischiano di essere vani; credo che dovrebbe avere un piano di riserva nel caso di crollo dell'euro, a cominciare da un progetto per la riduzione del debito pubblico, necessario comunque le cose vadano.  (*) esempi recentissimi di condizionamento sono la sospensione della liberalizzazione dei farmaci di fascia C e il superbollo per il lusso che, a differenza del bollo normale, tiene conto della vecchiaia dei mezzi: dov'è l'equità?
10/12   Prime case in numero maggiore dei nuclei familiari   Dal censimento sarebbe emersa questa incongruenza. Cioè molti hanno intestato le seconde e terze case a figli e nipoti spesso minorenni, i primi comunque inclusi nel proprio nucleo familiare. Si tratta sicuramente di un fenomeno di elusione dell'Ici o della futura Imu al quale occorrerebbe porre rimedio per motivi di equità.
8/12   Tasse e indicizzazione delle pensioni     Nel campo delle pensioni e del reddito si possono definire, a mio avviso, quattro fasce:   la medio-bassa da tutelare e che alla fine ottiene questo diritto;   quella altissima dei grandi manager di stato e privati oltre che dei possessori di grandi patrimoni mobiliari e immobiliari; essa è tutelata e invece potrebbe dare un contributo di tasse e solidarietà; quella media che viene tartassata in tutti i modi;   quella alta, oltre 75.000 €/anno;       infine la classe  degli  evasori che dichiarano poco e guadagnano molto e contro la quale non si fa nulla di concreto (la prevista tracciabilità dei pagamenti si tradurrà di fatto in un aggravio per il contribuente).       La classe media farà la differenza alle prossime elezioni, ma nessuno se ne preoccupa.   Non lo fa il terzo polo che la manovra avrebbe votato senza modifiche e non ci pensa il partito democratico.   Se quest'ultimo vuole concretizzare la sua vocazione maggioritaria dovrebbe attuare una politica orientata verso le fasce medio-bassa e media. Invece della classe media se ne dimentica nelle dichiarazioni e soprattutto nei fatti.    E' la conseguenza di un retaggio storico: oggi il PD sembra più l'erede del Pci-Ds che un nuovo partito e vuole rimediare a questa condizione con la politica delle alleanze.   Con l'impostazione da esso adottata non andrà oltre il 28-29% anche in periodi, come questo, di grande difficoltà per il centro-destra. Lo stesso centro-sinistra non esiste politicamente se si considerano le posizioni di Vendola e dell'infido Di Pietro. Sono convinto che nessuno terrà conto di queste mie considerazioni. Non lo fecero nemmeno a Ceglie e poi andò come sappiamo.
7/12   La riforma del pubblico impiego. Non so se questo governo avrà il coraggio di rivedere l'organizzazione del lavoro di comuni, regioni, stato, società ed enti pubblici. Alcuni esempi potrebbero essere l'accorpamento delle funzioni amministrative tra comuni (lasciando gli organi politici), la riduzione degli amministrativi nelle Asl, la modifica dell'orario di lavoro da riportare nel campo 8-17, impedendo tra l'altro il doppio lavoro.  Il conseguente esubero dovrebbe essere gestito attraverso gli strumenti per creare i quali si sono riformate le pensioni. Non si possono chiedere sacrifici ai cittadini e lasciare tutelate alcune categorie.
7/12   Ici sui beni della Chiesa  A mio avviso, anche la Chiesa deve contribuire alla manovra finanziaria. Diverso è il discorso delle attività sociali per il cui sostegno essa ha gli stessi diritti delle altre associazioni che operano nel settore, sostegno da erogare all'insegna della trasparenza e della linearità e senza baratti.
5/12   Manovra: tutelati i redditi alti e bassi, colpiti gli intermedi  Questo giudizio sul decreto in corso di emissione scaturisce dal mancato incremento Irpef sui redditi oltre i 75.000 €, dalla prevista tutela al 100 %  dall'inflazione delle pensioni fino a 960 € (peraltro giusta), dall'aumento delle rendite catastali del 60% (pazzesco!) e dall'introduzione del bollo sui depositi azionari. Viene invece aumentata per tutti l'Irpef regionale, dallo 0,9 allo 1,23%, con buona pace della progressività.    Gli immobili diversi dalla prima abitazione verranno tassati con lo 0,76% + lo  0,2% per i servizi.      Il messaggio è chiaro: si può guadagnare anche molto, ma si è tassati nel momento in cui si compra o si costruisce un immobile e si rischia nell'investimento azionario, che dovrebbe invece essere tutelato in quanto finanza a basso costo le imprese.   Altra cosa sono le speculazioni, i giochi al rialzo e al ribasso in borsa, operazioni che invece andrebbero contrastate con una tassa sulla frequenza delle compravendite (ma non ci hanno nemmeno pensato!).    La classe intermedia, con redditi dichiarati tra 45.000 e 75.000 € viene duramente colpita da tutti i punti di vista. Essa farà sentire i suoi effetti recessivi sull'economia attraverso la contrazione dei consumi, come conseguenza anche dell'aumento dell'Iva al 23 % da settembre 2012. Se questo decreto non farà abbassare gli interessi sul debito pubblico e non produrrà nel medio periodo la ripresa dell'economia, diremo di aver fatto degli inutili sacrifici.
24/11   Un sistema in crisi a livello mondiale.     Una finanza caotica ed emotiva prevale sull'economia delle imprese.  Chi segue la borsa osserva quanto nel medio periodo sia ingiustificato, dal punto di vista dello stato delle aziende, il suo andamento altalenante nell'insieme e per singolo titolo. La finanza internazionale ha da guadagnare da una borsa che oscilla rispetto a una con andamento più regolare. Anche il singolo investitore può ricavare dei vantaggi. Capita che titoli che meritano di salire scendano e viceversa e che qualcuno di essi oscilli paurosamente da giorno all'altro del +/- 20% (es. Zucchi). L'altalena è alimentata da una voce, da una dichiarazione o dall'andamento dello spread sugli interessi dei titoli pubblici con le prevedibili conseguenze sul  costo del denaro per le imprese. Per inciso, ieri il mancato piazzamento dei bund della Germania ha dimostrato quanto sia falso quel riferimento per lo spread delle singole nazioni: sarebbe bastato che l'interesse tedesco fosse lievitato dell1%, come forse necessario, per ridurre il nostro spread a meno di 400. Infine è sufficiente la previsione secondo la quale la Cina  rallenterà il suo sviluppo per aggravare la crisi finanziaria nelle altre aree del mondo; una nazione che basa la sua espansione sullo sfruttamento intensivo di larga parte della popolazione. E' ritenuta la seconda potenza economica del mondo, ma come reddito pro-capite è al 94° e precede l'Albania. E' un problema di dimensione. Se vogliamo demolire il bluff cinese bisogna creare gli Stati Uniti d'Europa.   In conclusione c'è tutto un sistema da riformare nel mondo a iniziare dal funzionamento delle borse per finire alla creazione di aree omogenee di sviluppo separate fra loro in modo che l'eventuale crisi di una di esse arrivi attenuata nelle altre. La globalizzazione come finora intesa è fallita. La necessità del coordinamento delle politiche nazionali all'interno di ognuna di queste aree fa comprendere perché Monti attenda prima di varare in Italia le misure necessarie, ma molti giornalisti e molti politici non lo capiscono o fanno finta.
25/10   Una borsa manipolata  Molti avranno notato come spesso in borsa salgono i titoli con dati non positivi di bilancio e scendono quelli che invece sono apposto con questi parametri, i cosiddetti fondamentali. Quindi il sospetto di compravendite manipolate finora era legittimo. Adesso la stampa ci informa che non si tratta più di ipotesi, ma di realtà. Tutti i gruppi finanziari hanno dei programmi in grado di emettere una quantità enorme di ordini in pochissimo tempo con i quali possono pilotare l'andamento delle borse: il fenomeno si chiama "high frequency trader", era noto da tempo, ma finora non si è fatto niente di concreto per controllarlo. Clicca sull'articolo
16/10   Le responsabilità per gli incidenti di ieri a Roma E' noto che prima della partenza del corteo degli indignati erano già individuabili gruppi di giovani con caschi e manganelli. Essi andavano isolati dal resto dei manifestanti con intenzioni pacifiche. Pertanto, dal punto di vista operativo, un'azione preventiva delle forze dell'ordine avrebbe impedito quanto avvenuto, così come hanno fatto le polizie del resto del mondo. Per quanto riguarda gli aspetti politici, bisogna osservare che in Italia manca la cultura del rispetto, in generale, degli altri ma soprattutto dello stato, visto da molti come nemico: lo sarebbero la polizia, i carabinieri, la finanza e la magistratura, organi che invece sono preposti al rispetto delle leggi. L'incitamento alla disobbedienza viene spesso da ministri della Repubblica.
8/08   Misure insufficienti per fermare la speculazione  A me appaiono insufficienti. Occorrerebbe un piano per il rientro graduale dal debito (quasi 1.900 miliardi di €) e non soltanto dal deficit (che ha il solo scopo di non incrementare il primo). Se bisogna alleggerire i servizi ai cittadini occorre ridurre le strutture che vi presiedono. Per fare un esempio concreto, in molti comuni quasi il 50% del bilancio serve a pagare il personale. E' necessaria pertanto una riforma dello Stato e della Pubblica Amministrazione che ridefinisca compiti e risorse per assolverli. Serve una gestione selettiva degli investimenti e la vendita di una parte del patrimonio pubblico, quello improduttivo, una tassazione sui redditi alti, facilmente individuabili dal tenore di vita di chi li possiede.  
5/08   La borsa cala se qualcuno compera   E' noto che un ordine di vendita a prezzo fissato di un titolo può non essere eseguito se nessuno è disposto a comprarlo e se si tratta di un'azione poco trattata può non formarsi il prezzo. Invece la borsa, soprattutto quella italiana, sta calando parecchio, perché qualcuno investe agli attuali prezzi bassi in quanto evidentemente crede nella ripresa e accumula in vista di essa. Morale: in questa fase bisogna resistere, non vendere perché prima o poi la borsa risalirà. Se non si  vende la caduta della borsa si arresta. Altro discorso è la necessità per l'Italia in particolare di un piano per il rientro dal debito: circa 1.900 miliardi di € dei quali 1.600 in mano ai creditori e di questi 800 in mano estera. La crescita è compito di tutti, delle imprese, del governo e infine di tutte le parti sociali. Bisogna puntare prima sulle esportazioni e poi sui consumi interni con buona pace dei sostenitori della decrescita felice.
18/06   Turbative da parte delle agenzie di rating, ma i problemi sono reali. Non sappiamo chi c'è dietro le agenzie di rating e se sono oggettive nelle analisi, ma sta di fatto che, se non si cambiano le regole, sono loro ad influenzare la finanza e l'economia mondiale. Dopo l'avvertimento di ieri di Moody's sul possibile declassamento del rating per l'Italia, sicuramente lunedì ci sarà un grosso calo della nostra borsa e, al momento delle aste, l'aumento dei tassi di interesse sul debito pubblico italiano. Il paese non produce perché le imprese italiane, in gran parte per loro incapacità, non sono in grado di essere competitive sul mercato internazionale come quelle tedesche.      Cosa bisognerebbe fare: creare le condizioni per aprire il nostro paese agli investimenti esteri;  incentivare le imprese italiane;   impostare un programma pluriennale di riduzione del debito pubblico;   ridurre l'evasione e l'elusione fiscale;   selezionare la spesa pubblica;  snellire le strutture dello stato che erogano i servizi ai cittadini (e non i servizi stessi);   riformare la giustizia civile;   intensificare la lotta alla criminalità;  diffondere una cultura d'impresa;  rendere la scuola italiana utile  per lo sviluppo del paese. E' un progetto enorme che richiede il massimo della collaborazione di tutti: politica, imprenditoria, sindacati, forze sociali, popolo intero.
14/06   Referendum: prima di legiferare rispettare il pensiero della maggioranza degli italiani. A mio avviso questo è il messaggio che viene dai referendum ed è rivolto a tutto lo schieramento politico. Berlusconi può governare fino al 2013, ma avrebbe dovuto e deve, prima di varare le leggi, valutare gli umori del popolo al di là degli schieramenti. Vale per il nucleare, per l'acqua e soprattutto per le leggi che lo privilegiano rispetto agli altri cittadini. Infatti su molti argomenti la maggioranza in parlamento può non corrispondere a quella presente nel paese.
10/06   Referendum, quorum da abolire, soglia minima sui sì che dovrebbero essere pari al 50%+1 della media dei voti espressi nelle  ultime due elezioni politiche. Infatti i due istituti, il parlamento e il referendum, rappresentano entrambi la volontà popolare.  La legge che il referendum andrebbe ad abrogare potrebbe essere stata votata dalla metà +1 di un parlamento eletto per es. dal 70% del corpo elettorale e in sostanza dal 35% di esso. Nell'esempio, se il 70% rappresentasse la media della partecipazione al voto alle ultime due elezioni politiche, il referendum abrogherebbe la legge con una percentuale di sì almeno pari al 35%+1 del corpo elettorale.
possa8/06   Il  7° Bando per l'occupazione regionale. Nell'ambito del Piano straordinario per il lavoro la regione ha varato un altro bando, il 7°.    clicca
8/06   La ricerca nucleare deve proseguire Il tema è stato sollevato nei dibattiti televisivi da parte di chi è favorevole alle centrali nucleari. E' ovvio, credo per tutti, che la ricerca sul nucleare sicuro debba proseguire: reattori di quarta generazione, fusione ad alta temperatura e a bassa temperatura, se possibile; applicazioni nel settore della medicina. E' una cosa molto diversa una grossa centrale nucleare e un piccolo reattore su cui condurre della sperimentazione in vista della sicurezza.
6/06   I buoni motivi per votare sì ai referendum.  Per il nucleare, dopo gli incidenti giapponesi e le decisioni della Germania, quella tecnologia appare insicura e bisogna attendere decenni per averne una migliore. Puntiamo sul mix tra energia tradizionale (petrolio e soprattutto metano), eolico e fotovoltaico. Per l'acqua pubblica, è dimostrato l'aumento delle tariffe e il degrado del servizio dove è stata privatizzata. Per il legittimo impedimento, la legge deve essere uguale per tutti, anche per i potenti. Si vari un provvedimento che sospenda le eventuali condanne per chi ricopre incarichi pubblici, su mandato popolare, fino alle successive elezioni. Anche in caso di vittoria del sì, ma il raggiungimento del quorum sarà un problema, il governo è legittimato a governare fino al 2013.
6/06   La propaganda prevale su tutto. Non mi si accusi di essere di parte perché cito gli ultimi esempi concreti.      Il PdL vorrebbe introdurre le primarie per gli incarichi di partito. L'idea accoglie un principio introdotto dal Pd ed è un'ottima cosa. Il premier però paventa possibili future "intromissioni da parte della sinistra per far emergere il candidato debole". Una piccola osservazione: non è per caso questa ipotesi una confessione di propri comportamenti a proposito delle designazioni di Vendola e Pisapia? Inoltre chi è predisposto a pensare in quella maniera non potrebbe attirarsi il sospetto di aver alterato i risultati delle politiche del 2006?      Per quanto riguarda i referendum, i giornali di destra paventano un indebolimento del governo nel caso di vittoria dei sì. Ma se il governo si regge su di una maggioranza parlamentare, come può cadere per effetto di un istituto, quello del referendum, nato per far decidere i cittadini su singoli temi, indipendentemente dalla loro appartenenza politica? Se però qualcuno dell'opposizione carica di significati politici i referendum sbaglia   Impugnazione della legge regionale che prevede tra l'altro la riconversione dell'ospedale di Ceglie. Supponiamo che ci fossero i presupposti per la impugnazione da parte del governo, sarebbe stato un obbligo farlo, da parte del Ministro, provocando un danno concreto al nostro nosocomio?
2/06   Referendum su nucleare, acqua e legge uguale per tutti  Il 12 e 13 giugno potremo esprimerci  1 -contro il nucleare, dopo che la tragedia giapponese ha aperto gli occhi a tutti,  2 - a favore dell'acqua pubblica, ma  gestita con efficienza  3 - contro il privilegio del legittimo impedimento, creato su misura per evitare i processi al premier. E' vero che Berlusconi ha il diritto di governare fino al 2013, ma la legge è uguale per tutti. E' l'eventuale condanna che andrebbe sospesa fino al compimento del mandato popolare. Su questo argomento una legge sarebbe utile.
2/06   Da Plombières al referendum del 1946 Gli accordi di Plombiers del 1858 tra Napoleone III e Cavour prevedevano un'Italia costituita da tre-quattro stati (forse legati tra loro):  il regno del Nord sabaudo, il regno del centro con un re francese sposato con una Savoia, il regno del Sud con il re Borbone, imparentato con gli Asburgo e i Savoia, e in alternativa con un re francese, un piccolo stato pontificio. Molto più nobilmente era stata concepita federale da Cattaneo e unitaria e repubblicana da Mazzini, fu invece annessa al Regno di Sardegna con conseguenze negative soprattutto per il Sud. Il referendum del 2 giugno 1946 accolse il sogno di Mazzini. Un corretto federalismo accoglierebbe l'idea di Cattaneo, ma esso è nato male per il provincialismo della Lega.
2/06   Alfano premiato e nominato dall'alto  E' vero che la nomina di Alfano a segretario del PdL è un problema interno a quel partito, ma non si può omettere di osservare che dopo la sconfitta elettorale nulla cambia: il segretario non è stato eletto da un congresso, ma nominato dall'alto; la persona scelta è l'autore di tutte le leggi a tutela del premier e di nessun interesse per i cittadini. Al PdL la sconfitta non ha insegnato nulla.
31/05   La sconfitta del centrodestra è reversibile?  Sì, lo è. Basta pensare che il 2005 Berlusconi perse le amministrative e un anno dopo, alle politiche del 2006, ci mancò poco che non vincesse. Alle amministrative c'è il doppio turno che consente l'allargamento delle maggioranze relative del primo turno e addirittura ribaltarne i risultati. Alle elezioni politiche c'è il turno unico e ci sono argomenti specifici come la politica estera e quella economica che possono orientare diversamente l'elettorato. E' pertanto semplicistico pensare che i risultati di Milano e Napoli possano automaticamente preparare la vittoria alle politiche di un candidato come Vendola per il centrosinistra. La rendono soltanto possibile. I sondaggi confermano questa opinione. Perciò il centrosinistra deve rimboccarsi le maniche, amministrare bene, fornire una buona immagine di se stesso e soprattutto offrire alla maggioranza degli italiani un'alternativa con persone nuove e progetti utili e realistici per l'Italia. Il Pd cominci con il rinnovo della sua classe dirigente.
30/05   La Germania esce definitivamente dal nucleare. A conclusione di uno studio che dichiara antieconomico il nucleare sicuro, la Germania programma l'uscita dal nucleare: le 8 centrali fermate dopo gli incidenti in Giappone non verranno riavviate, le altre saranno fermate entro il 2022.  Da noi invece il governo pensa di far passare il momento di emotività e di riprendere il programma nucleare tra qualche anno. Si bada agli interessi delle aziende che costruiscono le centrali invece che alla salute della collettività. Per altri versi si propaganda un malinteso diritto alla vita. A dire il vero,  anche la Chiesa tace sul nucleare ed è contemporaneamente contro il testamento biologico.
22/05   Previsioni negative a lungo termine per l'economia italiana. Una delle società di rating, S&P, esprime un giudizio negativo sull'Italia per quanto riguarda il lungo termine (l'outlook) se non ci saranno rimedi adeguati Conferma invece il rating, cioè le previsioni a breve. Morale: bisogna tenere sotto controllo i conti, impostare un programma di riduzione del debito pubblico, rilanciare l'economia, evitare tutte quelle promesse contingenti e localistiche pur di vincere le elezioni. Domani potrebbero esserci contraccolpi in borsa da parte degli operatori emotivi. Non ce n'è alcun motivo, per il momento. Se nessuno decide di vendere i titoli non cadono.
17/05   Risultati elettorali: alternativa possibile con persone nuove E' il messaggio che viene dal primo turno elettorale di Milano e Napoli, città difficili per il centro-sinistra diversamente da Torino e Bologna. E' chiaro che bisognerà attendere il secondo turno per esprimere un giudizio definitivo. Tuttavia quello che si constata già da ora è l'inizio concreto della fine dell'era berlusconiana, a cui l'alternativa può venire da persone nuove in possesso di una buona immagine nella società, come Pisapia (*) e De Magistris, il quale ultimo però potrà farcela soltanto per effetto del sistema elettorale a doppio turno. E' chiaro l'avvertimento per il partito democratico che finora ha dimostrato di non essere in grado di raccordarsi con larghi strati della popolazione, per la quale peraltro il centro non rappresenta un richiamo. Se il Pd non cambierà la propria classe dirigente, bisognerà affiancargli un altro partito nell'ambito del centrosinistra.         (*) da notare che Sel a Milano ha il 4,5%
15/05   Strauss-Khan arrestato per aver violentato in un albergo di New York una cameriera (uscendo dalla doccia!) poco prima di prendere l'aereo per l'Europa, dove avrebbe discusso con la Merkel del debito greco. Si tratta del presidente del Fmi. Leggo: "È più che uno scandalo internazionale. Proprio ieri (prima dell'episodio n.d.r.), i sostenitori del più probabile candidato socialista alla poltrona di Nicolas Sarkozy avevano accusato il presidente di avere avviato una campagna denigratoria nei suoi confronti. Ma la tragicomica avventura di New York - se le accuse verranno confermate - va oltre ogni immaginazione". Una mia riflessione. Una persona a quel livello non ha bisogno di ricorrere a simili mezzi. Inoltre perché la cameriera sarebbe entrata in una suite occupata? Vedremo se l'accusa verrà confermata o se si tratta di una montatura per far dimettere dall'incarico il presidente Fmi. Nel secondo caso dovremmo riflettere sul degrado della lotta politica.
14/05   Germania Pil +4,9%, Italia +1,1%   Dovrebbe essere il contrario perché noi avremmo bisogno di crescere di più per ridurre il debito pubblico. Esso deve diminuire dal 120% al 60%, il che comporta il varo di manovre annuali da circa 45 miliardi per venti anni. Invece noi pensiamo alle "riforme di fantasia": i poteri del presidente del consiglio e della repubblica e le leggi sulla giustizia che non servono a nessuno o le marachelle dei politici quando erano ragazzi, ecc.
11/05   Campagna elettorale amministrative: si parla di "riforma" delle istituzioni?   A me pare assurdo. Si vuole soltanto sollevare un polverone, scaldare gli animi dei propri fan o si desidera sfogarsi per i propri problemi personali?   Inoltre si usano quei toni che stiamo ascoltando? Possibile che siamo caduti così in basso?   Intanto i problemi reali delle amministrazioni locali non vengono affrontati.
10/05   Turbative di mercato da parte delle società di rating e della speculazione. Giorni fa Fitch ha abbassato il giudizio di affidabilità sull'Eni gettando un'ombra sulle altre società del gruppo, ieri è stata S&P ad emettere analogo giudizio negativo sul debito greco. La speculazione reagisce stranamente premiando in borsa i titoli con i fondamentali in rosso e deprimendo  quelli in regola. Ne nascono delle turbative che dal piano strettamente finanziario possono dilagare in quello economico, come è già avvenuto nel passato. Si era parlato tanto della necessità di introdurre delle regole sulla finanza, ma non si è fatto nulla. Circa il debito greco, non ho elementi per formulare delle osservazioni, ma molti dicono che in quella nazione non c'è stato alcun fatto nuovo rispetto al passato. Per quanto riguarda l'Eni e le società del gruppo, sostenere che la crisi libica riduca del 33% gli utili di quella società per effetto del blocco di quelle produzioni può essere confutato. L'Eni ha altri pozzi nel mondo che non sono al massimo della capacità di estrazione e che compensano i mancati introiti libici. Inoltre le attività della società di progettazione dell'Eni, la Saipem, non sono influenzate dai problemi del Nord-Africa.
8/05   Un'azalea per la ricerca sul cancro in occasione della festa della mamma.   

Un filone  importante della ricerca sta affrontando, come è noto, il problema dell'assenza di  certe molecole nelle cellule tumorali, ripristinate le quali il cancro regredisce, almeno sulle cavie.  E' un ramo promettente che, nel nostro piccolo,  conviene sostenere.

7/05   Perché aver paura del voto di fiducia?  Napolitano viene considerato dal centrodestra parziale o al disopra delle parti a seconda che le sue decisioni siano a loro favorevoli o contrarie. Io non so se esse sono compatibili con la costituzione, ma mi pongo un semplice problema di sostanza: se uno la maggioranza ce l'ha ed è compatta, perché teme il voto di fiducia?  Inoltre una cosa è ottenere la fiducia su singoli provvedimenti e un'altra sulla politica generale. Conosco invece un precedente: quando nel 1998 un gruppo staccatosi dal centrodestra permise la nascita del governo D'Alema, ci fu il voto di fiducia. Il presidente anche allora era di provenienza centrosinistra. Un'ultima domanda: Napolitano sarebbe stato contro il centrosinistra, lo scorso anno, quando avrebbe dato un mese di tempo al centrodestra per riorganizzarsi? Nessuno, da parte dell'opposizione, lo disse perché quella decisione rispondeva alla necessità di approvare la finanziaria. Oggi non c'è nessun problema. In politica estera c'è una grande maggioranza in parlamento.
5/05   Il piano casa va in consiglio. Dopo l'approvazione da parte della Commissione Ambiente, il piano casa andrà presto in Consiglio Regionale senza emendamenti. Contiene nuove regole per costruire e ampliare le abitazioni e tra queste la possibilità di aumentare le volumetrie degli edifici esistenti da oltre 1.500 mc. Al momento non ci sono altri dettagli.
2/05   Propaganda e realtà    Un esempio clamoroso, come tanti, che mostra la necessità di dover adoperare il senso critico nell'ascolto delle dichiarazioni dei politici di una parte e dell'altra.  Riferisco quanto affermato stamane da un commentatore a Omnibus, su La 7. Quando Obama fu eletto presidente, Maurizio Gasparri, presidente dei senatori PdL, affermò "Adesso Bin Laden sarà contento". La cattura (e purtroppo l'uccisione *) del capo del terrorismo internazionale dimostrano il contrario.  Anche i dubbi propagandati dall'opposizione Usa sul luogo di nascita del presidente sono stati smentiti da un regolare certificato. Sono reazioni sconsiderate alla politica di Obama di contrasto verso certi interessi economici, per es. nel campo della sanità e delle assicurazioni.   Perciò affiniamo il nostro senso critico.           (*) il rispetto della vita deve valere sempre
1/05   I lavoratori sono tutti uguali.  Il 1° maggio è la festa dei lavoratori, ma, intendiamoci, dovrebbe comprendere coloro che il lavoro lo hanno, quelli che lo hanno perso, coloro che non lo hanno mai avuto, i lavoratori autonomi e gli imprenditori. Da parte di molti c'è invece un atteggiamento diverso  verso gli ex-occupati, verso coloro che occupati non lo sono mai stati e infine verso il lavoro autonomo e d'impresa, quest'ultimo esposto a tutti i rischi.  Indubbiamente bisogna distinguere tra il ruolo del sindacato e quello della politica, ma cosa c'è dietro questa diversità di comportamento?   La consapevolezza che il sistema comporti comunque un tasso di disoccupazione, l'idea del posto fisso e intoccabile, la concezione errata che il lavoro vero sia soltanto quello dipendente?   In attesa di sciogliere questi retorici interrogativi, non manca comunque la mia solidarietà verso gli Lsu di Ceglie.
29/04   Dal verde per ornamento e vacanza al verde produttivo  Su Repubblica del 27/04 ho trovato due articoli dedicati alla riscoperta della terra per mangiare e vivere meglio, produrre da sé e come sbocco occupazionale. Personalmente mi sono sempre chiesto se i nostri terreni potrebbero ridiventare produttivi, per esempio nei settori di nicchia, dell'autoproduzione e non certamente in quelli della monocoltura intensiva. Gli agronomi potrebbero fornirci utili consigli e fare opera di proselitismo.   Il link al momento non è possibile. Gli articoli sono:  "Così gli italiani riscoprono la terra" ;   "Ecco perché dobbiamo ritornare tutti contadini"
27/04   L'emotività in politica: la paura per le radiazioni e il comunismo  In effetti l'elettorato dovrebbe, teoricamente, potersi esprimere sia nei referendum che nelle elezioni politiche senza la presenza di fattori di emotività. Il premier ha detto di aver varato una legge che blocca il nucleare perché gli italiani sotto la pressione dei fatti di Fukushima avrebbero votato in grande maggioranza per il no. Questo avrebbe reso impossibile per lunghi anni l'attuazione del programma nucleare. Cioè ha riconosciuto che si tratta di un espediente che peraltro evita il quorum sul legittimo impedimento e sull'acqua. Io penso che sia invece utile ascoltare l'opinione del popolo che è orientato per il no ritenendo antieconomico il nucleare sicuro. In quanto all'emotività, anche durante la campagna elettorale per le elezioni politiche andrebbe evitato l'uso del fattore comunismo per spaventare l'elettore sprovveduto. Il comunismo non ispira più le principali forze politiche italiane ed è finito ufficialmente con il crollo del muro di Berlino. Le radiazioni nucleari invece sono un fatto reale.
21/04   Nucleare: posizioni contraddittorie.  Il governo annulla il programma nucleare e contemporaneamente parla di rinvio. Io, prima di affermare che tutto è stato fatto per annullare il relativo referendum e far mancare il quorum per gli altri, preferisco attendere il pronunciamento della Cassazione. Al momento penso che un referendum già programmato si possa svolgere sia per verificare la volontà popolare ma anche perché il suo  annullamento non comporta alcun risparmio per la contemporanea presenza degli altri.
20/04   European Solar Day Oggi a Roma si tiene la più importante campagna annuale di informazione per la promozione dell’energia solare sotto forma di calore (solare termico) e di elettricità (solare fotovoltaico). Gli European Solar Days sono giornate dedicate al sole, fonte rinnovabile di energia pulita, disponibile, conveniente, inesauribile.  Essi vengono organizzati in tutti i paesi europei. In Italia, la campagna è giunta alla sua quarta edizione, è coordinata da Ambiente Italia e da Legambiente
17/04   Vilipendio di un potere dello stato di diritto   E' questo il carattere che ormai stanno assumendo le dichiarazioni del premier sulla magistratura. La sua reazione scomposta lascia credere che sia probabilmente colpevole. Una persona innocente, infatti, penserebbe a difendersi nel processo e semmai reagirebbe alla fine di esso.  Andreotti insegna. Diverso comportamento invece ha manifestato in Tv il sen. Tedesco che ha addirittura invocato lui l'autorizzazione all'arresto emessa nei suoi confronti dalla magistratura di Bari, malgrado quel provvedimento sia discutibile nella tempistica. Altro argomento-polverone è quello degli insegnanti che educano male i giovani. Questo linguaggio complessivo risponde a una mentalità totalitaria della società e dello stato.
16/04   Thyssen Krupp, discutibile condanna generalizzata. Non conosco i dettagli della sentenza, ma di fronte a condanne che coinvolgono oltre all'amministratore delegato anche il direttore dello stabilimento e il responsabile della sicurezza, permettetemi, ho da fare delle osservazioni. Le aziende non sono degli organismi democratici, ma, nella migliore delle ipotesi, delle monarchie illuminate: le decisioni strategiche calano dall'alto, spesso vengono trasmesse verbalmente e devono essere eseguite con l'unica alternativa delle dimissioni. Nel caso specifico se l'ad,  come sembra, aveva dato disposizioni verbali di omettere la fermata per manutenzione in quanto l'impianto era da chiudere, la responsabilità di quelle morti sul lavoro ricade unicamente su di lui. Gli altri manager sono stati soltanto degli esecutori senza alternative, tranne quella sopra indicata, con la penalizzazione di non poter essere riassunti da altra società. La responsabilità ci sarebbe stata se, nell'ambito di una manutenzione programmata, non la si fosse fatta a dovere. Non converrebbe cambiare le leggi per tutelare anche i dirigenti intermedi oltre ai lavoratori, verso cui la mia solidarietà è ovvia? Nel caso delle manutenzioni, per esempio, basterebbe l'obbligatorietà della trasmissione all'Asl-Pmp del programma degli interventi.
11/04   Il governo ha varato la cedola umida. E' umida perché discrimina tra abitazioni (da A1 ad A11 eccetto la A10) e locali commerciali che sono esclusi dalla cedola secca. Eppure tempo fa il provvedimento era stato annunciato anche per le locazioni commerciali che sono gravate incredibilmente di tasse: il fitto è sostanzialmente un giroconto tra inquilini, governo e amministrazioni varie. Questa cedolare favorisce i palazzinari, non stimola l'apertura di nuove realtà commerciali e, a proposito di realtà, forse guarda  a quella della Galleria di Piazza Duomo a Milano più che alla situazione dei piccoli centri.
9/04   Studiare è uno spreco.  La metà dei laureati in Italia trova soltanto un lavoro dequalificato, quando lo trova. Questo è il problema che avrebbe dovuto risolvere una vera riforma: orientare, programmare, e sostenere gli accessi all'università; e nel mondo del lavoro garantire la mobilità sociale.  Un inchiesta sui laureati: clicca   Oggi manifestazioni in tutta l'Italia, ma anche all'estero.
6/04   La credibilità minata dalle bugie   Il presidente del consiglio è credibile soltanto per una minoranza, gli elettori del PdL e della Lega, ma entrambi questi gruppi non credono all'imparzialità della magistratura.  Il giudizio basato sui fatti viene sostituito dal principio di appartenenza: si crede anche alle bugie pur di difendere il proprio partito. Ci sono gli esempi comici come la bugia della casa comprata a Lampedusa per illudere quegli abitanti, quella di Ruby nipote di Mubarak, elevata da scusa estemporanea per farla liberare a mezzo di sostegno della tesi dell'intervento istituzionale. Si potrebbe proseguire con le leggi presentate bugiardamente come riforme e che invece rispondono allo scopo di tagliare il bilancio dello stato, come quella sulla scuola, per arrivare infine alla magistratura che perseguiterebbe il presidente del consiglio.
1/04   Dai semi agli alberi: per un futuro più verde L'associazione Antropia ha in corso a Cisternino un laboratorio in campo per diffondere la flora mediterranea. Le piantine provengono dal vivaio Restinco. Perché a Ceglie non si organizza una manifestazione similare?
31/03   Via i profughi da Lampedusa, ma li mandano in Puglia  I propositi erano di sgomberare Lampedusa e distribuire i profughi in tutta l'Italia. Il governo invece rinuncia alla loro localizzazione nelle aree della Lega e li invia in Puglia (Manduria) e in Toscana (Pisa): questa decisione non va assolutamente bene; i malumori provengono dallo stesso PdL cui appartengono i dimissionari sindaco di Manduria e sottosegretario Mantovano. Bisogna fermare i profughi nelle aree di partenza. Il resto è improvvisazione, populismo, show televisivo, presa in giro: via le tasse, premio Nobel, acquisto casa
29/03   L'Italia non è rispettata nel mondo Una videoconferenza sulla Libia,  in vista dell'incontro di Londra, la vede esclusa. E' la conseguenza dell'immagine internazionale della classe dirigente di maggioranza, dell'incertezza della politica estera, della nostra scarsa serietà nei rapporti bilaterali.  In particolare, ammesso che avessimo sulla Libia un accordo con la Merkel (ma da lei smentito), occorreva rispettarne la riservatezza e non presentarlo come un mezzo per reinserire la Germania nel gioco delle altre nazioni, cosa di cui non ha bisogno e alla quale, per rivalsa, hanno provveduto le altre potenze lasciando noi fuori (complice la stessa Merkel?).
25/03   Il nucleare sicuro è antieconomico E' la conclusione cui sono giunti in Germania e che ha fatto dire alla Merkel : "Dal nucleare prima ne usciamo e meglio è" E' superfluo sottolineare che si tratta della nazione più importante in Europa dal punto di vista economico e industriale, quella che riesce a incrementare le esportazioni nell'era della globalizzazione, che ha un'economia in crescita e che ha risolto il gap con la Germania-Est. Sono i risultati di una classe dirigente a livello elevato e che viene ricambiata nel caso di sconfitte elettorali. Quella nazione ha ritenuto di non intervenire in Libia per accaparrarsi una quota delle estrazioni petrolifere e che punta su oltre il 40% delle alternative per il proprio mix energetico. In Italia cerchiamo di imitare il modello tedesco.
23/03   Progetto Alternativo per la Crescita  L'Italia deve presentare entro aprile alla Commissione Europea un Programma Nazionale di Riforme (PNR). Ho trovato in rete un contributo a tale programma che consiste in uno studio per la crescita economica dell'Italia, il rilancio dell'occupazione, il rientro dal debito pubblico entro il 60% del Pil e le riforme necessarie per attuarlo. Esso consta di una prima parte di analisi, di una seconda di politiche di attuazione e una terza di grafici. Conviene aprire l'allegato direttamente alla seconda parte a pag. 38. Lo studio è stato effettuato da un gruppo di economisti e intellettuali del partito democratico.  Indipendentemente dalle posizioni politiche del lettore è interessante. Altrettanto sarebbe poter leggere l'equivalente progetto del maggior partito di governo o del governo stesso. Clicca qui  (si apre con Adobe Reader 9)
 

22/03

 

 

  Il Giappone e la radioattività L'OMS ha trovato in Giappone cibi contaminati  dalla radioattività e così pure lo è, presso la centrale, l'acqua del mare. C'è radioattività anche a Tokio. E ancora qualcuno, anche autorevole, tenta di minimizzare l'episodio e di dare dell'ignorante a chi dice che i reattori nucleari sono oggi insicuri.

C'è spazio per l'energia rinnovabile Molti dicono che non possiamo contare soltanto sulle energie rinnovabili (fotovoltaico, solare termodinamico a concentrazione (*), vento). E' vero, anche perché la produzione non può essere modulata in funzione dei consumi in quanto le fonti non sono costantemente presenti  e le batterie sono improponibili.  Però c'è sicuramente spazio per le alternative fino al 40% circa delle esigenze. E' questo il traguardo della Germania. Per il resto c'è il petrolio e soprattutto il metano, quello più economico del mercato spot legato ai rigassificatori.      (*) opera alle stesse temperature di una centrale termica tradizionale e l'accumulo delle calorie avviene in serbatoi.

20/03   L'economia guida il posizionamento sul problema libico. La scusa è il soccorso agli insorti e alla popolazione. Se fosse vero non si sarebbe aspettato tanto. Ormai la no-fly zone non impedisce a Gheddafi di entrare a Bengasi e ci sarà probabilmente un'escalation. I posizionamenti delle nazioni e dei partiti in Italia sono legati agli interessi economici: la Germania è interessata all'Est-Europa più che al Mediterraneo, La lega pensa al Centro-Europa, la Francia e la Gran Bretagna vogliono avere un ruolo in Libia ai danni dell'Italia; gli Usa sono sulla stessa posizione ma un po' più distaccati. Att. ne! alla Francia, non c'è paese con mentalità più nazionalista e "colonialista" di esso.
20/03

 

 

19/03

  Veronesi, moratoria - La Chiesa cosa dice?  Il presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare afferma di rispettare la lezione che viene dal Giappone e accetta la moratoria sull'installazione delle centrali nucleari. Desidera reattori super sicuri. Pertanto Veronesi è su posizioni diverse da quelle, sotto riportate di Zichichi. Sarebbe interessante conoscere la posizione della Chiesa, molto attenta ai problemi della vita.

Zichichi, la paura è per le radiazioni, non per il fuoco !  Non è un'affermazione dell'illustre scienziato, ma è la mia risposta a un suo articolo apparso ieri sul Giornale. In un brano dedicato agli incidenti nucleari in Giappone il professore sostiene che c'è tanta ignoranza in giro: si ha paura del fuoco, ma è l'idrogeno che brucia non il combustibile nucleare. Egli accenna al 6% di energia residua ineliminabile anche dopo aver spento un reattore, parla di calore ma stranamente non fa alcun riferimento alle radiazioni emesse nell'atmosfera. Eppure esse sono una realtà misurabile e inconfutabile che fa tremare di paura l'intero Giappone e il mondo intero. La stessa società proprietaria degli impianti ammette che le radiazioni sono mortali.

16/03   Test di fermata in emergenza di un reattore Epr  Chiediamo alla Francia di effettuare una prova di fermata in emergenza  di un loro impianto in contemporanea a un blackout elettrico e verifichiamone il comportamento complessivo: diesel, valvole, valvole di sicurezza, liquido di raffreddamento, tempo di stabilizzazione della temperatura nel reattore una volta calate le barre di blocco della reazione (scram), ecc.   Se rifiutano, vuol dire che ci sono dei rischi e quindi il sistema è da ritenersi insicuro. In un commento all'incidente di Three Mile Island (TMI) ho letto quanto segue: dopo lo "scram" la reazione nucleare va avanti, pur se in forma ridotta; inoltre il calore accumulato (quello residuo del decadimento radioattivo), pari al 6%, dovrebbe diminuire al 4% dopo 30 secondi ed all'1% dopo 2 ore, ma "così non è sembrato a TMI-2". Quindi il rapporto su TMI dimostra che i dubbi sul reale arresto della reazione sono fondati e che anche una causa apparentemente banale (la mancata chiusura di una valvola di sfioro - PORV) può produrre un effetto molto grave. Quindi nel caso giapponese non parliamo con superficialità dell'allagamento della sala diesel, ammesso che sia vero, per concludere che il nucleare è sicuro perché la causa dell'incidente è banale.
15/03   La reazione nucleare continua a reattore "spento"?    Spegnere un reattore nucleare con procedura di emergenza è difficoltoso. La reazione non viene realmente bloccata. Se lo fosse,  come si dice, il combustibile non potrebbe produrre altro calore.  Una volta smaltite le calorie precedentemente accumulate (*), la temperatura  non dovrebbe più aumentare, anzi dovrebbe scendere. La realtà è questa. Pertanto gli incidenti giapponesi impongono delle riflessioni. Sostenere di poter andare avanti lo stesso con il nucleare italiano è profondamente sbagliato per non dire altro. RM risposta a una mail: una fermata in emergenza è diversa da quella in condizioni normali; per esempio, quando si ferma in emergenza un impianto chimico, sale improvvisamente la pressione per abbassare la quale si aprono le valvole di sicurezza che scaricano gas e vapori in un tubo che li convoglia a bruciare in candela (a una temperatura superiore a quella di formazione della diossine e previa immissione di vapor d'acqua smokeless). (*)  le calorie precedentemente accumulate sono quelle delle radiazioni di decadimento
14/03   Le centrali nucleari, costruiamole nel deserto?   Sul problema nucleare io non appartengo ai sostenitori o ai contrari ad oltranza. Desidererei delle centrali nucleari provviste di quei sistemi di sicurezza sperimentati e affidabili che gli incidenti giapponesi mostrano non esserci. In questo contesto chiederei ai francesi, proprietari della tecnologia Epr, delle simulazioni di incidente: in pratica, una prova di fermata della reazione e la verifica del comportamento termico del reattore; a tavolino, la definizione delle misure da prendere per  delimitare i danni nel caso di fusione del nocciolo. Se queste simulazioni fornissero risultati positivi - ma ho qualche dubbio - i rischi diventerebbero circoscritti e minimi. Ma se desiderassimo un impatto ancora inferiore, dovremmo pensare di costruire le centrali nucleari nel deserto dei paesi del Nord-Africa, che potrebbe ospitare anche le scorie radioattive. Potremmo prendere in concessione pluridecennale un'area. Va risolto però il problema dell'affidabilità politica di quelle nazioni. Favoriamo perciò la loro evoluzione democratica e coinvolgiamoli in una politica di partner-ship.
14/03   La lobby nucleare e il rispetto della vita. Sono rimasto sconcertato dai sostenitori del nucleare a tutti i costi, anche quando l'evidenza dimostra l'inaffidabilità dei reattori di terza generazione. Sono, in gran parte, gli stessi che vogliono neutralizzare il testamento biologico con il quale un cittadino lascia le disposizioni sulla propria vita (non quella degli altri!) o che sono contrari all'aborto (lo sono anch'io). Per loro le morti per radiazioni diventano un problema statistico e la coerenza viene messa da parte.
12/03 Agg. 13/03

14/03

15/03

  Dopo l'incidente in Giappone salta il nucleare italiano. Sarà veramente difficile anche per i più convinti continuare a sostenere il programma italiano di costruzione di centrali di terza generazione. A mio avviso non ci sarà propaganda che potrà convincere la popolazione di fronte all'evidenza. Bisognerà attendere i reattori di quarta generazione molto più sicuri.  Agg. 13/03 Eppure tentativi di convincere contro l'evidenza ci sono: Zichichi, fisico nucleare non impiantista, che afferma "non essere successo niente" e spero sia una semplificazione giornalistica de "Il Tempo"; Ricotti, l'ingegnere nucleare che attribuisce l'incidente alla mancata partenza dei diesel, ipotesi debole per chi sa come risolvere questo problema; Libero e Il Giornale che trasformano un serio problema tecnico in argomento di scontro politico.    Tutti parlano senza conoscere da vicino l'incidente giapponese. Io direi di attenersi alle notizie ufficiali: ci sono in giro radiazioni che hanno imposto l'evacuazione delle popolazioni, cioè il problema c'è ed è grave. Vedremo se il Giappone non avrà ripensamenti sul programma di costruzione delle altre centrali di terza generazione. 14/03 Ieri sera  è continuata su La7 la campagna pro-nucleare a tutti i costi: la causa degli incidenti attribuita all'allagamento delle sale diesel (fantasia!); considerazioni sull'irrilevanza di 3 incidenti su 55 centrali (aberrante!).    A mio avviso, con più dati a disposizione si potrebbe forse ipotizzare il mancato blocco della reazione nucleare, tesi che se suffragata  farebbe paura; ecco perché si preferisce proporre la bugia dei diesel che non partono. D'altra parte teniamo conto che la Finlandia ha bloccato da tempo la costruzione della centrale con tecnologia francese, la stessa che dovremmo adottare noi.     15/03 RM  rispondo che il dubbio deriva da questa semplice domanda: come fa il combustibile nucleare a produrre calore se la reazione è veramente spenta?  Una volta smaltite le calorie precedentemente accumulate (quelle delle radiazioni di decadimento), la temperatura  non dovrebbe più aumentare, anzi dovrebbe scendere; se sale  forse la reazione non è veramente spenta.
11/03   Perché la Francia vuole bombare la Libia. Semplice. Vuole appoggiare gli insorti non certamente in nome della democrazia, ma per aiutare le compagnie francesi a mettere le mani sul petrolio della Cirenaica, forse a scapito dell'Eni. E' il petrolio l'obiettivo delle diplomazie in Libia.
9/03   Affinché le riforme siano utili ai cittadini...  Le riforme sono utili se risolvono i problemi della grande maggioranza dei cittadini e non soltanto quelli di esigue minoranze, comunque da rispettare. Vale per la scuola e l'università: bisogna insegnare quello che serve e trova applicazione nel mondo del lavoro; gli accessi e i corsi devono essere regolamentati e orientati in funzione delle richieste delle imprese e delle possibilità occupazionali. Vale per le leggi: devono essere semplici, chiare e leggibili da parte di tutti senza tecnicismi e ragnatele di collegamenti a una miriade di altri provvedimenti. Vale per le indagini e i processi: al comune cittadino non importa di essere intercettato se non ha nulla da temere; egli desidera la riduzione del contenzioso, il cui eccesso deve essere bloccato già all'origine, processi brevi con due gradi di  giudizio, certezza delle pene ( in Italia chi ha un buon avvocato esce spesso assolto dal processo anche se è colpevole).  Per quanto riguarda le tasse: imposizione equa e applicabile anche ai ricchi che vi sfuggono; l'eliminazione delle tasse assurde come quelle sui carburanti .
3/03   Il problema libico viene gestito male E' l'attuale gestione che a me sembra errata. Manca prima di tutto una politica di lungo respiro, concordata con l'Europa, per una soluzione duratura del problema dei profughi e soprattutto per lo sviluppo dell'area del Nord-Africa in partnership con la stessa Europa.  In secondo luogo, il cambio di strategia italiano verso Gheddafi non ha tenuto conto della contrarietà Usa al blocco aereo sulla Libia. Senza questa opzione militare Gheddafi potrebbe durare e forse riconquistare in parte i territori persi con inevitabili ritorsioni sulla presenza Eni in Libia e possibili ingressi di altre compagnie nei settori del gas e del petrolio.
1/03   Gli elettori preferiscono le coalizioni. E' quanto dimostra l'ultimo sondaggio Demos. Le aggregazioni dimezzano gli indecisi e gli astenuti che, nel sondaggio di ieri della Emg, elaborato per singoli partiti, sono rispettivamente intorno al 15 % e al 30%. Il 45% degli indecisi e degli astenuti si distribuirebbe come segue: il 12,6% al Cd, il 13,8% al centro e il 20,6% al CS. Coloro che non scelgono un partito si  identificano invece in  una colazione, cioè sono attratti da un sistema semplificato e maggioritario. Secondo le stesse previsioni Emg il CD e il CS allargato si collocano intorno al 42%, il centro all'11% e, rispetto a 15 giorni fa, i due partiti maggiori restano invariati, il PdL al 30 e il Pd al 26%, mentre Vendola è in calo dell'1% .
28/02   Fassino e Pisapia un test importante Le elezioni di maggio a Torino e a Milano mostreranno a tutti qual è il candidato più in grado di raccogliere il consenso degli elettori: il candidato Pd o quello di Sel. Sarà un test interessante che darà utili indicazioni per la designazione del candidato del centrosinistra per le prossime consultazioni politiche, anticipate o normali, comunque quando ci saranno.
25/02 Agg. 26/02   Un mondo senza previsioni e lungimiranza   E' il commento che viene in mente dal punto di vista politico guardando alle rivoluzioni in atto nel Nord-Africa (che chiudono il periodo post-coloniale) pensando a quello che avvenne nell'Est-Europa nell'89 e immaginando quanto potrebbe accadere in futuro in Russia e in Cina, dove prima o poi i giovani si ribelleranno a quei regimi dittatoriali. Ed è lo stesso commento che si può fare per altri versi pensando alle sempre più ricorrenti crisi del sistema economico imperante nel mondo. Dobbiamo perciò chiederci se non sia possibile uno sforzo da parte degli analisti e dei politici per prevedere gli eventi invece di subirli e per elaborare politiche lungimiranti  e capaci di guidare il corso  degli avvenimenti. Intanto l'Ue non ci da una mano per l'emergenza profughi, ma Usa, Gb e Francia pensano a un intervento militare in Libia, apparentemente umanitario, per controllare in realtà i pozzi di petrolio in mano agli insorti. RM "dovevamo farceli amici" rispondo: "in che modo? con accordi di vertice (come è stato fatto) o coltivando i rapporti con l'opposizione (magari contemporaneamente)?"  Aggiungo che il maggior interesse internazionale per la Libia è dovuto al fatto che quel paese, insieme con la Nigeria, dispone delle riserve petrolifere di gran lunga maggiori in Africa: oltre 44 miliardi di barili contro i 12 dell'Algeria e i 3 dell'Egitto (Oil & Gas J.). Inoltre in Libia nessuna compagnia anglo-britannica estrae petrolio, la Bp fa soltanto esplorazione, ci sono invece l'Eni, la Total, la Repsol, la Statoil.  
21/02   La Merkel perde ad Amburgo, da noi invece...  Sembra paradossale. Il partito della Merkel, malgrado la grande ripresa economica tedesca, perde ad Amburgo passando dal 42 a poco più del 20%, mentre i socialdemocratici vincono con quasi il 50% rispetto al 34% delle precedenti elezioni. Da noi invece il centrodestra è in ascesa nei sondaggi (Emg), nonostante la ripresa striminzita dell'economia, intorno all'1%, e i problemi giudiziari del premier. Il paradosso scompare se si riconosce l'incapacità dell'attuale Pd di rappresentare una quota di elettorato necessaria per l'alternanza. Quella parte della nazione, come vado scrivendo da tempo, potrebbe trovare il suo riferimento in un altro partito di centrosinistra.
21/02   Confronto tra diversi sondaggi elettorali A Omnibus di ieri su La7, Crespi ha effettuato un confronto tra le stime di diversi sondaggisti. Si ricava che il CD viene accreditato tra il 39,5 e il 42,8%, il CS allargato (escluso RC, CI, 5 Stelle) tra il 39,6 e il 43,5%, il Centro tra 11,4 e il 14,3%
19/02   Centro in crisi nei numeri e nella strategia  Il sondaggio precedente (Emg) mostra la crisi numerica del centro. I sondaggi rilevano un progressivo calo della componente finiana che, se dovesse essere ulteriormente riassorbita dal PdL, farebbe cambiare lo scenario politico: Berlusconi resterebbe saldamente in sella e si allontanerebbe la prospettiva delle elezioni anticipate fino a quando non fossero convenienti per il centrodestra. La crisi del centro non è soltanto numerica, ma politica per le incertezze di collocazione di Fini, combattuto tra centro e centrodestra, e di scelta da parte dello stesso Casini che guarda, per il dopo elezioni, a una grande coalizione tra tutti i partiti. E' un  obiettivo poco realistico, limitato ad una sola ipotesi (l'assenza di una futura maggioranza al Senato), rivelatore dell'inutilità del centro e della necessità del bipolarismo pluripartitico.
15/02   Un sondaggio Emg per La 7. Pdl 30,3,  Lega 11,4 Destra 1,1 CD 42,8     Pd 25,9  IdV 5,1   Sel 9,3 Pannella 0,4  Psi 0,9  Verdi 0,4   CS allargato 42     UdC 6,2  Fli 3,7  Mpa 0,7  Api 0,7     Centro 11,3   Si conferma la parità tra le due coalizioni, mentre il centro cala per il forte arretramento di Fini. Si riducono gli indecisi e aumentano le astensioni. Il voto accresce i due partiti maggiori.
13/02   Gas e gasdotto con la Russia, attrito premier-Eni  L'Eni vuole ridurre gli oneri del contratto di acquisto del metano dalla Russia, che comporta il pagamento comunque dell'85% del prezzo di mercato sui quantitativi non ritirati dall'Italia perché non necessari. Il metano d'altra parte si trova a prezzi di gran lunga più convenienti sul mercato spot, quello legato ai rigassificatori e che arriva con le navi. Per gli stessi motivi l'ente petrolifero italiano ha dei dubbi anche sulla convenienza del gasdotto, ancora da realizzare, sotto il Mar Nero. Questi argomenti stanno determinando degli attriti con Putin, la cui amicizia il premier desidera conservare. Scaroni rischia perciò la riconferma alla presidenza dell'Eni, su cui tra l'altro avanza delle richieste la Lega. Quest'intreccio di notizie si commenta da solo.
10/02   Come dovrebbe reagire Berlusconi. Un premier che non avesse punti deboli nella sua condotta, come imprenditore prima e privato cittadino recentemente, non reagirebbe in maniera scomposta, poco moderata e per nulla istituzionale, come invece sta facendo ottenendone il sostegno dei suoi elettori. Penserebbe semplicemente a difendersi nelle aule dei tribunali. Esiste indubbiamente  il problema della riforma della giustizia per velocizzare i processi e anche per istituire la responsabilità dei magistrati. Personalmente ho scritto da tempo che un magistrato che sbaglia deve pagare se non altro in termini di carriera.
7/02 Agg 11/03   Regione: modifiche al piano casa del 2009. Su richiesta dell'Anci, l'ass. Barbanente si è dichiarata disponibile ad alcune modifiche al piano casa del luglio 2009. Esse riguarderebbero: la possibilità di ampliamenti del 20%, ma con un massimo di 200 mc, anche per i condomini, quindi oltre i 1.000 mc e fino a 1.500 mc di esistente; la riduzione della quota del 75% da destinare ad abitazioni in caso di demolizioni e ricostruzioni.  Agg. 11/03 La Regione ha approvato il disegno di legge clicca Attendiamo la versione definitiva che uscirà dall'aula.
4/02   Chiusura dei vecchi ospedali e costruzione dei nuovi. Sulla stampa si legge che in Puglia si costruiranno 5 nuovi ospedali per una spesa complessiva di 500-700 milioni di €, uno di questi tra Ostuni, Cisternino e Fasano. Mi chiedo: dov'è finita la politica dei risparmi che motiva la chiusura dei vecchi nosocomi? O le vecchie strutture non sono adatte alle moderne esigenze o è uno spreco di denaro. Quanti ospedali rimarranno aperti in provincia di Brindisi, oltre il Perrino? due soltanto compreso il nuovo in programma? Se è così ben venga subito la riconversione del nostro nosocomio.
4/02   Il governo vuole realmente l'economia libera? Lo declama da qualche giorno e dichiara addirittura di voler modificare l'art. 41 della Costituzione per liberalizzare le imprese,ma non è credibile. Infatti propone contemporaneamente il blocco di nuove parafarmacie. Il risultato è che i consumatori vengono penalizzati dal punto di vista dei prezzi, i farmacisti non titolari e i loro collaboratori vedono sfumare le loro opportunità di lavoro.
1/02   Tatticismi invece delle strategie  Finora il centrosinistra e il centro non volevano le elezioni, auspicavano un governo tecnico e il rilancio dell'economia, mentre Pdl e Lega prospettavano le elezioni anticipate dopo aver rifiutato per oltre due anni l'attuazione di una politica per lo sviluppo. Quest'ultima, se realizzata per tempo come in Germania, avrebbe creato le premesse per la ripresa dell'economia a un ritmo del 2-3% contro l'1% attuale. Adesso la situazione è esattamente ribaltata. Il premier non vuole le elezioni perché i sondaggi lo sconsigliano e prospetta una politica per lo sviluppo in maniera estemporanea, in forte ritardo e quindi poco credibile. L'idea di potervi coinvolgere l'opposizione, dopo averle rivolto attacchi giornalieri, è chiaramente inattuabile. E' invece comprensibile che Confindustria e sindacati vi prestino attenzione per il diverso ruolo che ricoprono rispetto alle opposizioni. Io che, tra l'altro, ero contrario a governi tecnici e non desidero alleanze pasticciate, rilevo nella situazione politica attuale tatticismi e assenza di strategia.
30/01   Berlusconi è alla fine? Io penso di no. Intanto il premier è molto abile nell'uscire da situazioni difficili. Secondo rappresenta un punto di riferimento per una larga parte della società che, nella peggiore delle ipotesi, lo vota come male minore. Terzo non ha alternative. Il centro appare poco compatto e chiaramente destinato al supporto dello schieramento vincitore. Il centrosinistra non ha nel suo ambito un partito che non venga percepito come erede dell'ex-Pci-DS.    Aggiungo che, al momento, anche l'eventualità di un ritiro del premier non farebbe cambiare molto lo scenario. In primo luogo egli rimarrebbe dietro le quinte per pilotare il suo successore e continuare a trattare con Bossi. In secondo luogo il raggruppamento sociale, che lo vota oggi, seguiterebbe a non vedere la possibilità di scelte diverse. La via di uscita pertanto sta nella costruzione di un'alternativa nella società.
29/01 Agg 2/02   Alla riscossa terroni Perché il Sud non è diventato ricco. Il caso Puglia E' un libro di Lino Patruno del quale conviene leggere la recensione allegata, ricavata da un sito di Villa Castelli e segnalata da Domenico Biondi nel blog Piazza Plebiscito. Essa sostiene, tra l'altro, che le tasse su quanto una società del Nord produce al Sud devono rimanere sul territorio. Adesso le imposte vengono invece pagate dove quell'impresa ha la sede legale. E' una proposta nello spirito di un autentico federalismo che converrebbe inserire nella riforma del fisco. Agg 2/02  RM rispondo sì esiste l'Irap, ma tassa il fatturato e non gli utili, il che non è giusto; sarebbe più corretto tassare gli utili a vantaggio delle regioni dove essi vengono prodotti; non mi sfugge la complessità attuativa della proposta.
28/01   Le paure tra gli italiani, secondo un sondaggio Demos & Pi - Unipolis, sono percentualmente così distribuite: disoccupazione 48,2 -  situazione economica 10,8 - costo della vita/prezzi 6,4  - qualità della sanità 5,4   criminalità  4,6   -  qualità della scuola 3,7  - tasse  3,6  - immigrazione 3,5  -  politica estera 2,8   terrorismo 2,3  - degrado ambientale 2  -  altro 6,4.    Tuttavia pensare che la politica possa dare risposte isolate per ognuna di quelle voci, secondo la loro importanza, è errato. Lo sarebbe per esempio, una proposta singola per ridurre il debito pubblico con un'imposta patrimoniale sia pure oltre certi valori degli immobili o della ricchezza finanziaria. Infatti se al cittadino si prospetta una sola di quelle voci per volta, ad essa egli da un'importanza molto più alta rispetto a quella che emerge dal sondaggio. Una risposta politica accettabile deve comprendere  un pacchetto di provvedimenti che riguardino tutte quelle voci messe insieme.  E' appunto su di un chiaro progetto politico che si può costruire un'alternativa nella società. La ricerca di risultati elettorali immediati basati su alleanze con pezzi dell'attuale maggioranza è destinata all'insuccesso.
28/01   Tempi lunghi con il tribunale dei ministri  La decisione della giunta per le autorizzazioni a procedere ha uno scopo dilatorio e si basa su di un presupposto artificioso: la scusa inventata dal premier per giustificare l'intervento a favore di Ruby. Il presidente del consiglio verrà in ogni caso affidato ai giudici di Milano. Comunque tutta la vicenda dei festini può essere compresa alla luce di tre elementi: la richiesta di separazione di Veronica Lario che ne certifica la veridicità, il calo fisiologico di una persona anziana che "giustifica" la necessità di stimolazioni forti, la personalità del premier che rifiuta qualunque ipotesi di sconfitta umana oltre che politica. Il rifiuto assoluto della sconfitta politica a me personalmente spaventa.
26/01 Agg. 27/01 h17   A chi converrebbe il voto anticipato. Nella tabella allegata ho riportato tre sondaggi, Ispo, Ispos ed EMG e ho  preso come riferimento quest'ultimo perché più completo. Ho poi creato dei raggruppamenti realistici ricavandone le seguenti percentuali:   centro 14,7 %, centrodestra 40,7%, centrosinistra allargato 40,2%.  Questo quadro politico è il risultato della fuoriuscita di Fini dal Pdl e considera inattuabile un'alleanza elettorale Centrodestra-Centro, dopo i casi Ruby e Montecarlo. La tabella pertanto dice che il centrodestra e il centro realizzano il massimo delle aggregazioni possibili, mentre il centrosinistra (Pd, Sel, IdV, allargato a Psi, verdi e radicali) avrebbe un'ulteriore anche se improbabile riserva di voti nell'area estrema (RC, CI, Grillo). Le previsioni  di sostanziale parità di voto lasciano prevedere incerta la maggioranza al Senato che si realizzerebbe tuttavia, a elezioni avvenute, con il sostegno del centro al vincitore. I sondaggi e il clima politico attuale sconsiglierebbero al Pdl le elezioni anticipate,  a meno che non le decida Bossi, elezioni che potrebbero essere invece richieste dalle opposizioni.   RM rispondo che il 20% degli indecisi (gli astenuti sono un altro 24 %) si ripartisce proporzionalmente se la campagna elettorale viene condotta con intelligenza; riconosco che il premier ha maggiore capacità di convinzione, è un vero "professore della comunicazione". Agg. 27/01  h17    Un sondaggio IPR di dicembre 2010 mostra come si distribuiscono gli indecisi e la loro composizione sociale. Il 44% di essi non vota  clicca  RM Pubblicherei  volentieri i sondaggi Euromedia Research, ma non si trovano
20/01   L'Italia è "un paese dove, con qualche aggiustamento, si può investire" lo dice l'ad per il Sud-Europa della General Electric e presidente investitori esteri Confindustria che aggiunge: "l'accordo di Mirafiori ha individuato il problema e la soluzione", "un tavolo di negoziazione unico".  A Firenze egli ha firmato un accordo con la Fiom.  clicca  Se ne deduce che in Italia bisogna muoversi con larghezza di vedute  e secondo uno spirito di cooperazione tra le forze sociali.
20/01

Agg 27/01

  Decadenza economica dei singoli stati europei e dell'Italia, il rimedio l'unione  Uno studio di una società di consulenza londinese e la lettura di un saggio suggeriscono delle riflessioni. Il libro  "Brandelli d'Italia" - scritto da un leghista e pubblicato da un editore calabrese - dice che l'Italia non può rimanere unita. Lo studio londinese della PwC prevede entro quarant'anni la seguente classifica delle potenze economiche (*): 1° Cina, 2° India, 3° Usa, 4° Brasile, 5° Giappone, 6° Russia, 7° Messico, 8° Indonesia, 9° Germania, 10° Gran Bretagna, 11° Francia, 12° Turchia, 13° Nigeria, 14° Vietnam, 15° Italia, ecc. Mi duole il cuore, ma c'è rimedio. L'Italia, una volta approvato il federalismo, se non vuole scomparire deve rimanere unita, il Sud e la Puglia in particolare devono aprirsi agli investimenti italiani e stranieri. L'Europa per rimanere una potenza economica deve procedere verso la formazione di uno stato federale. Infatti la somma dei Pil di Germania, GB, Francia, Italia e Spagna già la collocherebbe al 4° posto dopo gli Usa e l'inclusione del Pil degli altri stati  la piazzerebbe forse al 3°.     Agg. 27/01 (*) Tabella con l'andamento temporale dei sorpassi del Pil tra le nazioni
17/01 agg. 19/01   Le indagini sul delitto di Avetrana e la vicenda del premier Le indagini della magistratura di Taranto per il delitto di Avetrana  possono configurarsi come un'intromissione nella vita privata della famiglia Misseri? Mi sono informato e tutti mi rispondono di no. Ne consegue che questo criterio ha una validità universale. Diverso è chiedersi, con riferimento alla vicenda del premier, se l'azione della magistratura sia controproducente. La mia risposta è sì. Agg 19/01 RM Rispondo ad una mail L'indagine su Berlusconi dura da un anno; perciò non è "ad orologeria", cioè tirata fuori dopo il voto favorevole alla camera. Non è un'inchiesta politica perché è universalmente riconosciuto e dimostrato da tempo che non influenza l'elettorato di centrodestra, diviso, come dice un'analista, tra chi non crede ai reati contestati dal 1994 ad oggi e coloro che li condividono e da essi assolvono. Con queste premesse dovremmo semmai ipotizzare che la magistratura non farebbe gli interessi dell'opposizione, ma in realtà è l'ipotesi dell'uso politico che non regge.
16/01   L'Onu proclami l'abolizione  della catena di montaggio in tutto il mondo  Ieri ho scritto: l'alta percentuale del no deve far riflettere. Personalmente sono rimasto molto colpito da quel no così vasto, malgrado l'alternativa fosse la perdita del posto di lavoro. E, pur confermando nella situazione attuale l'opportunità della vittoria del sì, mi sono chiesto se nel mondo, dopo l'abolizione della schiavitù e della pena di morte, l'ONU non debba prodigarsi per l'abolizione della catena di montaggio. Quel lavoro ripetuto tantissime volte al giorno, senza alcuna variante e senza creatività, più adatto a una macchina che a una persona. Si potrebbe proporre al suo posto il sistema delle isole di produzione, dove un gruppo di operai lavora intorno ad un'auto per volta per assemblarla dall'inizio alla fine. Fu sperimentato in Svezia tanti anni fa. Sicuramente comporta l'aumento del costo del lavoro, che oggi incide per il 7% e potrebbe arrivare, per ipotesi, al 10%. Ma se nel mondo tutti costruiranno le auto con il nuovo sistema non ci sarà il problema della concorrenza. La proposta può essere un modo per iniziare a reagire alla globalizzazione nei suoi aspetti negativi. L'eliminazione progressiva del dumping dei paesi emergenti ci eviterà di rimanere soffocati da quella concorrenza. Questo compito non può essere di Marchionne o degli eredi di Ford, che fanno il loro mestiere, ma dei governi a livello mondiale.  E'  un discorso da me iniziato il 27/12 quando sul caso Mirafiori scrissi, sì al referendum, ma manca la politica. Agg 17/01  RM   Per me la metà dei lavoratori dimostra di rifiutare la catena di montaggio. L'Onu dovrebbe emettere "una direttiva", poi sta agli stati uniformarsi; è necessaria una governance  mondiale; molto possono i consumatori se non comperano da chi non rispetta direttive, regole e diritti.
15/01   Mirafiori: il sì avrebbe vinto anche senza gli impiegati E' così e lo scarto sarebbe stato di 9 punti a favore dei sì. Lo dimostro. I sì sono stati 2735 dei quali 421 impiegati, netto 2314. I no sono stati 2325 dei quali 20 impiegati, netto 2305. In ogni caso nelle fabbriche organizzate con turni di lavoro, anche gli impiegati li fanno, non devono tenere il ritmo della catena di montaggio, ma sono lì a dirigere le operazioni. L'alta percentuale dei no deve far riflettere e dimostra che gli operai italiani non hanno compreso cosa significa la globalizzazione. Con questi risultati di parità, a livello operaio, nessuna azienda verrà a investire in Italia. Marchionne a sua volta rivela le sue carenze manageriali in quanto si presenta alla ripresa del mercato senza modelli nuovi  come invece le altre aziende automobilistiche, che sono state previdenti. Avrebbe dovuto conciliare il risanamento con lo sviluppo e non procedere in due step successivi perché il mercato non aspetta.
12/01   Piano straordinario della regione per il lavoro. Stanziati 340 milioni, pari allo 0,6% del Pil regionale, e destinati per 270 ML a più di 38.000 persone in cerca di occupazione e 70 ML a 13.700 occupati. All'interno di questa suddivisione 123 ML sono rivolti a 15.400 giovani e 71 ML allo sviluppo e innovazione . E' un piano orientato alla formazione, al sostegno per il lavoro, alla creazione di nuove imprese e investe un totale di 52.000 persone, delle quali  38000 (il 22%) appartenenti ai 170.000 disoccupati in cerca di lavoro. Mi auguro sia stato redatto con esperti, sindacati e imprese e confrontato con analoghi provvedimenti in Italia e all'estero. E' un progetto  suddiviso in molti segmenti, forse troppi. Il giudizio sul piano verrà dai risultati che riuscirà a conseguire. Il suo pieno successo si avrà se la disoccupazione passerà dal 12,2% al 9,5%, ma tutto dipende da come verrà applicato. Il piano di per sé non crea posti di lavoro.   Clicca per conoscerlo
11/01   Scoperta la causa della calvizie  Le cellule staminali dei follicoli diventano inattive e quindi non si trasformano nelle cellule progenitrici del capello. Il problema adesso è trovare un farmaco che le risvegli.   Aggiungo io che sarebbe interessante scoprire anche il meccanismo della disattivazione delle staminali pilifere per risolvere il problema della depilazione nelle donne.  clicca
11/01   Energie alternative: le due iniziative pugliesi accordo Regione-Beghelli  accordo Regione-Enel
11/01   Casini dice al centrosinistra: l'alternativa costruitela da soli.  E' quanto si deduce dal no di Casini alla politica delle alleanze prospettata da D'Alema. A mio avviso è un fatto molto positivo perché rafforza la tesi che l'alternativa va tutta costruita nel centrosinistra e che il terzo polo non può ad essa fornire alcun contributo. Il destino delle terze forze è quello di schierarsi, a seconda dei rapporti di forza, con uno dei due poli: al momento l'UdC sembra voler sostenere il centrodestra. Per quanto riguarda il centrosinistra, se non ha i numeri deve cercarli tra la gente, non attraverso alleanze pasticciate. Uno dei modi per accrescere i suoi consensi è probabilmente la creazione di un altro partito nel suo ambito.  Se non ci riesce, resti all'opposizione. E'  la tesi che sto sviluppando da oltre un mese.
9/01   Licenziamenti in tronco, non è una novità   La stampa ha riportato la notizia di un licenziamento collettivo in Usa presso la multinazionale francese Sanofi-Aventis, iniziativa comunicata con effetto immediato per mezzo di un messaggio telefonico. Non è la prima volta che questo avviene. Circa dieci anni fa sono stato spettatore in Italia di un episodio analogo sempre da parte di una multinazionale francese. Due alti dirigenti furono licenziati in tronco e messi alla porta con un sacchetto di plastica nel quale avevano raccolto le loro cose personali. L'entità dei due episodi è diversa, ma il metodo lo stesso.
8/01/11   Cooperazione, un mezzo per salvarci Viviamo in una economia globale che per noi in particolare si traduce in economia in declino, disoccupazione in ascesa, alto debito pubblico in rapporto al Pil. La tendenza delle imprese è quella di migrare dove il lavoro costa poco, ricevono incentivi, trovano un contesto favorevole come mercato, infrastrutture, pubblica amministrazione, sistema paese in generale. Per contrastarla occorre uno sforzo comune di cooperazione tra imprenditori, lavoratori, governo e opposizione allo scopo di intervenire sui temi sopra elencati. Creiamo cioè una specie di Consiglio Economico Nazionale (*). Chiediamo agli organi internazionali un intervento sui paesi in grande sviluppo per contenerne la concorrenza sleale, il dumping. Favoriamo, in accordo con l'Europa,  lo sviluppo di una fascia di paesi geograficamente vicini a   noi,  come quelli del bacino del Mediterraneo in vista di una possibile partner-ship. Inoltre, chiuso ormai il ciclo dell'economia liberista, oltre all'introduzione delle regole,  ripensiamo insieme con  l'Europa all'impegno diretto dello stato in alcuni settori dell'economia scorporando dal debito gli investimenti pubblici conseguenti. Negli altri stati europei molte aziende sono rimaste di proprietà pubblica, noi invece abbiamo dovuto privatizzare a causa del nostro debito pubblico. (*) risposta alle mail (RM): il Cnel si occupa della legislazione; ho pensato ad un organo senza struttura propria che coordini delle conferenze
6/01/11   Riformismo, una parola bella e impropriamente usata  Questo termine nacque per distinguere i rivoluzionari da coloro che volevano una società socialista da attuare in maniera gradualistica nella democrazia. Successivamente fu adoperato per indicare le politiche di avanzamento economico e sociale di una nazione. Oggi questa parola viene utilizzata  impropriamente per definire qualunque legge anche quando rappresenta un passo indietro  dal punto di vista sociale, del lavoro e del welfare. Se la globalizzazione impone sacrifici, chi difende lo status quo può essere definito poco realista, ma non certamente conservatore, mentre la controparte si fregia indegnamente  dell'appellativo di riformista.
6/01/11   Comunisti in cashmere (*) e capitalismo povero!!   Alcuni giornali di destra chiedono a D'Alema di indossare l'abito francescano, mentre, come  loro stessi affermano, il capo della maggioranza può permettersi il lusso di spendere 16 miliardi per salvare la continuità del suo governo e il top management delle industrie riceve stipendi stratosferici. La sproporzione è evidente. D'Alema è un leader socialdemocratico, ha le sue colpe politiche contingenti, ma quel rimprovero è completamente fuori luogo. Il comunismo si è rivelato come la degenerazione dell'ideale socialista in tutti i paesi  (compresa la Cina che lo ha rinnegato sul piano economico), ma il capitalismo non è la migliore alternativa. Esso sta anzi rivelando ancora una volta tutti i suoi limiti come dimostra l'ultima e più grave delle sue crisi economiche cicliche. La globalizzazione, frutto della ricerca spasmodica di sempre minori costi, sta ormai distruggendo le nostre economie e forse provocando il declino della civiltà occidentale. Un sistema concepito senza regole, dalle politiche  Thatcher-Reagan degli anni '80, non poteva che portare a questi nefasti risultati. (*) Risposta alla mail (RM): è in inglese, malgrado sia una parola francese; non mi piaceva scriverla in italiano con il ch da pronunciare alla  francese.
     

2010

   Ultime inserzioni
27/12/10   Su Mirafiori dalla parte di Cisl-Uil, ma manca la politica  Sulla proposta Fiat per Mirafiori condivido la posizione di Cisl e Uil e ritengo sbagliata quella della Fiom/Cgil perché il posto di lavoro viene prima dei diritti e del potere del sindacato. La Fiat chiede semplicemente di poter sfruttare al massimo gli impianti con delle turnazioni adeguate e con la continuità del lavoro. L'alternativa è quella del trasferimento all'estero dell'investimento previsto in Italia. Tuttavia le posizioni sindacali sono tutte comprensibili, salvo il dover rilevare l'assenza di una controproposta di partecipazione azionaria dei lavoratori, come in Usa. Quello che manca veramente è una politica complessiva di incremento della produttività in tutti i settori allo scopo di far comprendere ai lavoratori Fiat che i sacrifici vengono chiesti a tutti. Come di consueto, il problema lo vedo dal punto di vista del centrosinistra. Un partito nuovo che si collochi in quest'area dovrebbe elaborare un progetto di questa natura per eliminare privilegi,  disefficienze e corporativismi attraverso le liberalizzazioni e la semplificazioni degli adempimenti da parte dei cittadini. Gli esempi ognuno se li può cercare da solo e la loro enunciazione solleverebbe una levata di scudi. Conosco bene le reazioni a un mio articolo di anni fa su "Ceglie Plurale" nel quale riportai l'opinione di Franco Tatò sull'assistenza sanitaria nel territorio.
24/12/10   Senza alternativa siamo una democrazia bloccata Siamo, credo, ritornati agli anni '80. In penombra Fini, Casini può soltanto condizionare le maggioranze relative in Senato. Una vera alternativa - ripeto per l'ennesima volta - è tutta da costruire con le idee, i programmi, il legame stretto con l'elettorato. Confermo ancora una volta la  mia sensazione che l'attuale Pd non sia nelle condizioni di costruirla. Per raggiungere lo scopo e consentire l'alternanza nell'interesse della democrazia serve probabilmente un nuovo partito nel centrosinistra, sia pure alleato con quello che resterebbe dell'attuale Pd. Al momento quindi   senza un'iniziativa forte, concordata e non necessariamente traumatica, la nostra democrazia rimane bloccata.
14/12/10 h 15.30   Il futuro dal punto di vista del centrosinistra Il voto alla Camera ha eliminato "per fortuna" anche la base numerica per maggioranze anomale, ha indebolito sul nascere il terzo polo, ha dimostrato l'inconsistenza della politica irruente di Di Pietro.  Adesso Berlusconi potrà essere tentato di proseguire l'acquisizione di altri parlamentari per consolidare la sua esigua maggioranza oppure  programmare le elezioni per la  prossima primavera Escluderei la caduta in tentazioni di Casini. Al premier potrebbe non servire la modifica della legge elettorale anche se limitata al premio di maggioranza. Al Senato quello che non potranno i voti, potrà la sua grande forza economica. Con questa situazione confermo cosa probabilmente serve al centrosinistra per espandere la sua base elettorale: un nuovo partito diverso dall'attuale Pd. Ne ho già parlato il 9/12 , vedi sotto. Se nessuno sarà in grado di costituirlo, Berlusconi verosimilmente vincerà le prossime elezioni, quando ci saranno, e potrebbe diventare presidente della repubblica.
13/12/10   Contrapposizioni personali senza progetti Nel panorama politico italiano vedo soltanto contrapposizioni personali, compravendite, nuovi poli in crisi già sul nascere, mentre i vecchi o si sono già disgregati o stanno per esserlo. Sarebbe invece auspicabile a destra e a sinistra un confronto tra progetti politici e programmatici  che affrontino prioritariamente il debito pubblico, la bassa crescita economica, la disoccupazione e la crisi del welfare.
9/12/10   Necessario un nuovo partito nel centrosinistra? E' una prospettiva da traguardare. Sarebbe la soluzione all'incapacità del Pd di parlare a una larga platea dell'elettorato senza dover ricorrere ad alleanze anomale e pasticciate. Il Pd resterebbe come continuazione dei Ds, incapaci di rinnovarsi. Sel si rivolgerebbe a un elettorato a sinistra degli ex-Ds. Il nuovo partito, libero dai condizionamenti del passato, dovrebbe rappresentare un'offerta nuova e originale di linea politica, programmi, classe dirigente. Dovrebbe unire sentimento e ragione, suscitare entusiasmo in un progetto originale e al contempo proporre soluzioni concrete ai problemi. Potrebbe raccogliere consensi -  anche tra coloro che non voterebbero mai  per un Pd erede dei Ds-Pci - per costruire successive alleanze affinché il centrosinistra rappresenti un'alternativa nella democrazia italiana. Al momento questa è soltanto un'ipotesi di lavoro che andrebbe portata avanti nella società a livello nazionale.
8/12/10   L'alternativa di centrosinistra è tutta da costruire. La presa di posizione di Fini: "niente alleanze con il Pd in caso di elezioni" spazza l'ipotesi di accordi pasticciati. La politica delle alleanze  del gruppo dirigente del Pd, di D'Alema in particolare, ne esce sconfitta. All'incapacità di dialogo con l'elettorato si rimedia con le dimissioni. La stessa esistenza del Pd a me pare dubbia. Ne deriva che l'alternativa di centrosinistra deve essere  tutta costruita attraverso la ricerca di soluzioni ai problemi italiani tralasciando i tatticismi delle alleanze da un lato e le fantasie poetiche dall'altra. Se questa capacità al momento non esiste si resti all'opposizione.
7/12   La Germania cresce, noi no. Perché? Lo svantaggio di salari più alti è compensato da una  migliore tecnologia e organizzazione delle imprese, unita alla collaborazione tra le forze del lavoro, datori di lavoro e sindacati. Da noi le imprese non investono per migliorare i due aspetti sopra citati e le relazioni sindacali non sono buone. Tecnologia, organizzazione e collaborazione tra le forze del lavoro consentono lo sviluppo che crea nuovi posti di lavoro per compensare quelli obsoleti, aumenta il Pil e riduce il debito pubblico.
5/12/10 Agg 6/12   Non vedo alternative al centrodestra. Da due settimane i sondaggi de "La 7" danno in ascesa il PdL, confermano l'incremento di Fli, il progressivo calo del Pd  e ieri hanno fatto emergere l'arresto dell'ascesa di Vendola. PdL e Lega sono intorno al 43%, mentre Pd, IdV, Sel circa al 38%. Il terzo Polo è al 16-17%. Se si votasse con questa legge elettorale Berlusconi vincerebbe le elezioni. Soltanto l'uscita dei socialisti da quella posizione anomala lo metterebbe definitivamente in crisi, ma questo non avverrà almeno per ora. Manca l'alternativa. Vendola sfoggia eloquenza, ma per quanto mi sforzi non capisco cosa propone per risolvere i problemi italiani e forse l'elettorato se ne sta accorgendo. Il partito democratico è in crisi forse irreversibile, eroso a sinistra da Vendola e a destra dal terzo Polo nel quale Fini peraltro conta quasi il doppio dell'UdC. Il Pd non ha saputo rinnovarsi come immagine, proposta politica, classe dirigente. Dopo Veltroni, appare ormai controllato da ex-Ds con vocazione minoritaria e unica speranza in ipotetiche maggioranze con il terzo polo, il quale ultimo senza una nuova legge elettorale non ha prospettive. Un'inversione di rotta è sempre possibile, ma appare improbabile con questa classe dirigente e forse converrebbe prenderne atto. Agg. 6/12 Caldarola, ieri sera, su Brindisi Report ha dichiarato il fallimento del progetto originario del Pd, la sua vocazione minoritaria,  il suo possibile smottamento verso il centro e il timore di un'alleanza del terzo polo con la destra. Ma a questo punto, aggiungo io, non sarebbe meglio ritornare a Ds e "Nuova Margherita"?
     
   

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