fiore di campo

home

 
Risposte alle mail = RM
 
 
 
 
 
 

home

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
home
 

 

  Orchis    Italica

(Uomo nudo)

In  breve su Mondo, Italia, Regione, Provincia 

Notizie e Commenti   2012

    Indice 2011    Archivio  :  2008    2009   2010  2011

home

Musica: Notturno - Chopin

 

 

                           

3/02   La responsabilità civile dei magistrati fu una richiesta referendaria mai attuata. Introdurla con un emendamento e non  con un disegno di legge discusso e concordato mi sembra più un fatto politico teso a dimostrare che in fondo la vecchia maggioranza c'è.
31/01   La critica è sempre fastidiosa.  Se voi chiedete a chiunque se una critica a lui rivolta è bene accetta. La sua risposta nella maggior parte dei casi sarà: "Sì, se è costruttiva". Nella realtà la critica viene recepita nel 99% dei casi come fastidiosa e la persona che la fa considerata antipatica. Provateci se non ne siete convinti!
26-27/01   La finanza sta distruggendo il capitalismo.  Il capitalismo per sopravvivere deve affrontare sette questioni: 1- la questione sociale e le disuguaglianze, 2 - il fisco, 3 - il rapporto democrazia-denaro,   4 - il sistema finanziario, 5 - la gestione delle imprese, 6 - i beni pubblici universali (aria, acqua, risorse naturali, sicurezza, ecc.), 7 - la concorrenza tra i paesi.     Il 40% degli americani non ha un'immagine positiva del capitalismo e i giovani Usa tra 18 e 29 anni vedono il socialismo in una luce più favorevole del capitalismo. Tutto ciò dicono il Financial Times, ripreso da Rampini, il NYT e Ruffolo in tre interessanti articoli su Repubblica. Sono cose che molti di noi hanno intuito da tempo e di cui potremmo rallegrarci se non fosse che il crollo del capitalismo travolgerebbe la nostra vita. Credo che l'Europa, con le riforme, potrebbe pian piano modificare il sistema. A distanza di anni, dopo la caduta del comunismo (causata dagli stessi comunisti) e con il capitalismo in crisi epocale (per colpa degli stessi capitalisti), si può riaprire un dibattito per ripescare,  adeguandole al nuovo assetto mondiale, le soluzioni che la socialdemocrazia trovò nel Nord-Europa.
15/01   Copywright  Bisogna tutelare l'espressione dell'idea e non l'idea stessa. Si può ripetere l'idea, ma con un esempio diverso. Dietro i capolavori ci sono delle acute rielaborazioni. Se venisse tutelata l'idea chiunque dipingesse una crocifissione dovrebbe pagare il copyright. Sono concetti espressi in due articoli di Repubblica: 1° art 2° art.
14/01   Liberalizzazioni con oculatezza   Le liberalizzazioni devono servire al cittadino consumatore, non avvantaggiare i grandi gruppi e non possono rappresentare una scusa per ridurre la spesa pubblica pure necessaria. Alcuni esempi. Se il prezzo della benzina dipende per il 70% dalle tasse è inutile aumentare il numero dei benzinai. Il prezzo irrisorio dei giornali non potrà essere significativamente ridotto dalla libertà di vendita in più esercizi; farà soltanto chiudere le edicole esistenti. L'orario di apertura dei negozi non interessa nessuno e favorisce gli ipermercati. La liberalizzazione delle ferrovie con lo scorporo della rete potrebbe portare all'annullamento di tratte, necessarie agli utenti, ma ritenute insufficientemente remunerative per Trenitalia e per le future società private di gestione.
10/01   Chi osteggia le liberalizzazioni?   La risposta a questa domanda ognuno la trovi da sé (scusate il copia/incolla) Che le lobby difendano i loro interessi è normale, meno che lo facciano certi partiti politici di massa che tradiscono una parte dei loro elettori. Verso le liberalizzazioni ci sono resistenze di notai, farmacisti, assicurazioni, banche. Io lascerei in pace gli edicolanti e metterei all'ultimo posto i distributori di carburante e i tassisti, mentre mi concentrerei sulle libere professioni: farei in modo che aumenti il numero dei professionisti per aumentare tra di loro la concorrenza. Ricordo infine la necessità di vietare il doppio lavoro nel pubblico impiego ricorrendo alla variazione dell'orario di lavoro.
7/01   Chi difende gli evasori?   La risposta a questa domanda ognuno la trovi da sé con l'ascolto delle dichiarazioni dei politici a proposito del blitz della finanza a Cortina d'Ampezzo. L'operazione avrebbe dovuto riscuotere il generale applauso e sicuramente lo ottiene da parte del grande pubblico, ma viene criticata da chi difende l'evasione fiscale. Se in Italia non ci fosse questo fenomeno il debito pubblico intanto non avrebbe raggiunto il 120% del Pil e potrebbe rientrare sotto l'80-90% in tre-quattro anni.
     
   

Ultime 2011

28/12   Qual è la filosofia del governo? L'aumento della tassazione sugli immobili e sui capitali del ceto medio fa nascere il dubbio che il governo non voglia tutelare il risparmio che questo ceto riesce ancora a effettuare. La realtà ci mostra che  se si eredita, si acquista o si costruisce un immobile arriva il fisco "predone" e se si investe in borsa, c'è in agguato la speculazione. Sembra che il messaggio che Monti voglia trasmettere sia quello di spendere e non risparmiare perché allo sviluppo penserebbero le imprese. Ma le nostre hanno le stesse capacità delle imprese tedesche che riescono a esportare pur avendo costi più alti? A me pare di no.   Una politica corretta dovrebbe prevedere: un piano di rientro dal debito nazionale e non solo dal deficit; la canalizzazione del risparmio verso le imprese, attraverso una borsa riformata, e verso gli immobili con un fisco più equo; l'alleggerimento fiscale selettivo a favore delle imprese che investono in Italia.   Al contrario, con le decisioni già prese e quelle in progetto da parte del governo, si intravvede il rischio che la speculazione continui ad imperversare,   il ceto medio si impoverisca e le imprese accumulino capitali senza investirli in Italia nello sviluppo: la conclusione paventata sarebbe il fallimento del paese.   Alla base di queste problematiche, c'è l'assenza in Italia di un partito che tuteli il ceto medio, quello della fascia di reddito tra 45 e 75 mila €/a lordi, eppure esso è determinante per una vittoria elettorale. Lo si comprenda almeno nel centrosinistra.
Agg 23/12   Testo approvato della Manovra clicca
20/12 Agg 22/12   Liberalizzazioni: le prioritarie non sono le edicole o l'art 18   Mano mano che la manovra viene approvata, si cominciano ad avvertire gli effetti sui partiti che dovrebbero assicurarne l'equità, per es. l'arretramento dell'1,2% del Pd. I precedenti sondaggi, in verità, lasciavano perplessi.       Con questi dati, è inequivocabilmente chiaro che prima di parlare della modifica dell'art.18 bisogna liberalizzare e quindi rendere realmente concorrenti  assicurazioni e banche, che fanno cartello, farmacie e professioni.   L'orario dei negozi o il numero delle edicole non interessano nessuno perché non portano vantaggi al consumatore e penalizzano le piccole attività.   Anni fa l'Ipercoop di Taranto sperimentò l'orario estivo fino alle 10 di sera: andava pochissima gente.    Prima di parlare dell'art. 18, occorre inoltre tassare i redditi della fascia alta e soprattutto altissima, perseguire gli evasori e i grandi patrimoni mobiliari e immobiliari e regolamentare le attività di borsa. Non serve piangere in televisione o dichiarare, tra l'altro improvvidamente, la propria incapacità, ma è doveroso operare coerentemente con i propri sentimenti.   Se poi uno si sentisse veramente incapace nei confronti dei grandi patrimoni, nessuno lo trattiene. Bisogna infine modificare l'orario del pubblico impiego. Da questi pochi interventi, esposti a mo' di esempio e che avrebbero largo consenso, uscirebbero risorse economiche e  opportunità di lavoro. Intervenire in questa fase recessiva sull'art. 18, non è utile. Quella deve essere l'ultima delle riforme e dovrà ottenere il consenso delle parti sociali.  Agg. 22/12 Il ministro Fornero fa marcia indietro di fronte alla corale opposizione per quanto la proposta non riguarderebbe coloro che attualmente lavorano. Mi meraviglia il silenzio dei blog locali su temi di tale importanza.
20/12 Agg 22/12

 

  Sanità: tagliare il malaffare per salvare il diritto alla cura E' il sottotitolo del volume "Sanità S.p.a." Newton Compton Ed., dove nella quarta di copertina si legge con riferimento al contesto nazionale: "denaro pubblico investito senza controlli fa gola a medici  (non tutti n.d.r.), politici corrotti, industrie farmaceutiche. Ogni euro, che finisce in mazzette, investito in farmaci fotocopia, in appalti mafiosi o sprecato per un ricovero inutile, viene sottratto alla cura di chi è davvero malato". Di mio evidenzio le procedure dispendiose e sconcertanti (*) delle Asl.  In Puglia i pazienti sperimentano i tagli indiscriminati e scriteriati operati dalla giunta regionale, per il cui presidente la priorità è la sistemazione dei precari (cosa peraltro nobile) rispetto al sacrosanto e istituzionale diritto alla salute.        (*) come esempi, potrei illustrare l'interminabile trafila per sostituire un materasso antidecubito a una persona ottantenne allettata e le limitazioni ai presidi terapeutici che, ignorando il concetto di prevenzione delle complicanze, prevedono il taglio dell'essenziale e la conservazione del superfluo.   Agg 22/12 Meraviglia lo scarso interesse dei politici locali su certe problematiche.  Esse sono molto più sentite dalla pubblica opinione rispetto, per es., a eventuali irregolarità nelle determine.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
   

home